Superbonus 2024 si estenderà su dieci anni

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La novità più rilevante dell’emendamento è la detraibilità delle spese per interventi con il Superbonus che si estenderà su dieci anni. Tale obbligo di spalmare i crediti del Superbonus su 10 anni riguarderà solo le spese sostenute nel 2024, quindi la retroattività della misura avrà un arco temporale limitato.

La norma “spalmacrediti” si applica non solo alle spese legate al Superbonus, ma anche Sismabonus e bonus barriere architettoniche. Sotto l’aspetto pratico: chi ha fatto lavori, usufruendo del Superbonus nel 2024, e pensava di recuperare i soldi in 4 o 5 anni, lo farà invece in 10 anni. Con questa misura, l’agevolazione fiscale diventa meno appetibile, visto l’arco temporale più lungo per il rimborso.

Inoltre, potrebbe disincentivare i proprietari di case/condomini a non fare dei lavori se non strettamente necessari. Secondo le stime, la detraibilità in dieci anni delle spese per interventi col Superbonus riguarda un ammontare di detrazioni fruibili pari a quasi 12 miliardi tra il 2024 e il 2025.
Stop alla compensazione per banche e assicurazioni Nell’emendamento ci sono significative modifiche anche per le banche e le assicurazioni riguardo la gestione dei crediti di imposta. Dal 1 gennaio 2025, sarà vietato alle banche e alle assicurazioni compensare i crediti di imposta ottenuti tramite le opzioni di cessione del credito e di sconto in fattura con i contributi previdenziali, assistenziali, e i premi per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali.

Inoltre, l’emendamento stabilisce che dal 2025 le rate annuali dei crediti di imposta derivanti dalle comunicazioni di cessione o di sconto in fattura saranno suddivise in sei rate annuali di pari importo. Tuttavia, per gli istituti che hanno acquistato le rate dei predetti crediti a un corrispettivo pari o superiore al 75% dell’importo delle corrispondenti detrazioni, la rateazione rimarrà di quattro anni.
Contributi a fondo perduto Sono stati istituiti due fondi ad hoc: uno di 35 milioni per il 2025 per la riqualificazione nelle aree sismiche;un altro da 100 milioni per la riqualificazione energetica e strutturale da enti del terzo settore.
Controlli dei Comuni I Comuni estenderanno le verifiche a tutte le agevolazioni, segnalando alle autorità competenti l’inesistenza degli interventi dichiarati. Ai Comuni spetterà il 50% di quanto riscosso.
Bonus ristrutturazioni Il bonus ristrutturazioni verrà ridotto: dal 2028 passerà dal 50% al 30%, anticipando una conferma del taglio già programmato al 36% per il prossimo anno.

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